- - “ Il capolavoro di Yvonne DiPalma fa parte ormai di un rito come quello che, dalle magnifiche rappresentazioni napoletane del Settecento, si è propagata dalle chiese alle famiglie… Un rito moderno, tuttavia, moderno e invitante con quel titolo allusivo all’arte concettuale –Installazione Presepiale per la Pace – e a una prospettiva storica da tutti sostenuta a parole ma da pochi trasferita dal piano progettuale al quello della realizzazione. Avendo,infatti una struttura di base che al presepe napoletano si ricongiunge…, si sviluppa oltre i limiti della iconografia tradizionale per creare situazioni verosimili attraverso quei protagonisti delle vicende ideologico- politiche nelle quali si trascina il travaglio dell’umanità. La qual cosa comporta un lavoro gravoso di attualizzazione suggerito dagli eventi “in progress”, ma soprattutto dalle speranze sempre nuove che da quegli eventi scaturiscono affinché i risultati conseguiti sul piano reale vengono elaborati dalla fantasia per proiezioni ottimistiche verso un futuro che parli veramente di pace. E a richiamarne sostanzialmente il motivo c’è sempre, scenograficamente esaltato, l’episodio sconvolgente della Natività nel quale si identifica l’inizio della nostra era…” - da “Utopia di legno e stoffa” di TOMMASO PALOSCIA- catalogo, Ponte alle Grazie Editori c1991 .