- “Ma il presepio a cui da anni si applica Yvonne DiPalma, arricchendolo di continuo con nuovi “ personaggi” è un “presepe” del tutto particolare. Tradizionale in quanto rispetta la struttura scenografica e l’impianto quasi teatrale del presepe inteso nella sua accezione originaria, dal presepe classico si discosta perché alla concezione religiosa che lo sottende accompagna una rappresentazione laica, per così dire, con l’immissione di figurine e pastori tratti dal mondo contemporaneo e più esattamente dalla vita pubblica e politica, e così ci è dato di vedere, mescolati agli anonimi umili personaggi della tradizione popolare, personaggi noti e ormai consegnati alla cronaca se non alla storia dei nostri anni recenti… e tutti ritratti, non senza un pizzico di ironia, in atteggiamenti e positure simili a quelli dei pastori settecenteschi. È questa la sorprendente “trovata” dell’artista… ma forse il termine “trovata” è riduttivo: perché nelle intenzioni dell’artista la commistione tre sacro e profano non tanto tende a dissacrare l’istituzione del presepio quanto, al contrario, di arricchirla d’una componente sociale e umana a un tempo….è quel impegno sociale e umano che fa così particolare e originale la “Installazione Presepiale Per la Pace”, sottraendola a ogni sospetto di gioco e consegnandola a una autentica testimonianza d’arte.” da “Natale, una Società contraddittoria” di MICHELE PRISCO- catalogo, Ponte alle Grazie Editori c1991 .